20 anni di vita

Eccomi qua, ho appena compiuto 20 anni, anche se in realtà i festeggiamenti quest’anno sono stati anticipati. Poichè si trattava dei 20, e poichè mi trovo a Milano, ho pensato di invitare un po’ di gente che nella vecchia Sicilia non sarebbe di certo potuta venire. Ma andiamo con ordine. A differenza delle simil-retrospettive sulla mia vita pubblicate un anno e due anni fa, quest’anno mi limiterò a narrare le cronache del giorno precedente e quello successivo alla mia festa.


Per semplificare le cose, ho deciso di festeggiare in anticipo quest’anno, ossia il 29. Essendo un sabato e anche in pieno Cartoomics sarebbe stato più facile far venire della gente di fuori Milano. Purtroppo, per cause di forza maggiore, ho dovuto limitare il numero degli invitati a circa 10 persone.

Il 29 mattina mi sveglio completamente a pezzi causa poco riposo (vi dico solamente che ho vocalmente risposto alla sveglia nel cellulare per ben 2 volte) e dopo una doccia mi reco in stazione a prendere Odd.
Stranamente riusciamo ad identificarci senza problemi e ci diamo all’esplorazione dei dintorni della stazione, nella speranza di avvistare qualcosa di commestibile. Dopo aver scampato variegati attentati da parte dei piccioni (con tanto di schivata alla Matrix da parte mia) ed essere passati davanti alla galleria che conduce a Cartoonia, troviamo un Kebāb.
Torniamo in stazione per prendere il trio mantovano (Anita, Clelia e Cece). Una volta guadagnati questi 3 membri nel party, attendiamo l’arrivo di Domenico, che avviene dopo poco. Decidiamo di organizzare il campo base a casa del Sef, quindi ci dirigiamo lì; durante il tragitto si unisce a noi Dario.
Saliamo sul filobus, a morire di caldo, ma dopo qualche fermata scopriamo di essere saliti sul 90 invece che sul 92 (e abbiamo così dimostrato che avere fede è completamente inutile). Cambiamo filobus e arriviamo a casa di Domenico, dove ci riposiamo un po’ prima di cominciare a organizzare la serata.
Ce la prendiamo fin troppo comoda e facciamo anche un po’ di conversazione con il cugino/coinquilino di Domenico (che non avevo mai conosciuto); una volta tolte le radici dalle poltrone, l’Alpha Team (io, Domenico e Odd) si dirige al supermercato più vicino per comprare l’occorrente. Ci dedichiamo più che altro all’acquisto di schifezze e alcol, e devo dire che quando avevo immaginato di incontrarmi con Odd non avevo di certo in mente la scena di me e lui al supermercato col carrello.
Torniamo alla base e decidiamo il da farsi, consumando parte del cibo acquistato e perdendo altro tempo prezioso; i nostri prossimi obiettivi sarebbero stati casa di mia zia e casa mia.
Creiamo così la Bravo Team (io, Odd e Anita), che si dirige fino a casa di mia zia, nella speranza di trovare anche un bancoposta o qualcosa di simile in maniera che Anita potesse incrementare le proprie finanze.
Arrivati a casa di mia zia, io e Anita saliamo a prendere la piastra e a controllare come procedeva la preparazione della torta, mentre Odd fuma una sigaretta. In seguito, ci dirigiamo alla ricerca del bancomat, che però causa lavori era (per la prima volta nella storia della mia vita) chiuso con un bel cartello dietro alla porta che recitava più o meno "Il servizio potrebbe non essere disponibile"; sottolineo il potrebbe, con una porta palesemente sbarrata.
Ci dirigiamo verso casa mia, dove troviamo per nostra fortuna un bancomat perfettamente funzionante, che ci permette di ovviare ai problemi economici dell’Anita. Arriviamo nella mia neo-dimora, dove provavo immensa vergogna all’idea di mostrare l’infinito casino che regnava sovrano, ma alla fine lascio perdere.
Mentre gli altri 2 discutono di anime vari (e io bestemmio per via degli spoiler vari su chi muore in Naruto) procedo a prendere tutto il "necessario" (Wii, Mac, hard disk, basso) e anche lì ce la prendiamo fin troppo comoda; Anita rimane affascinata dalla brocca che fa pipì (opaca in punti strategici), dalle cannucce al cioccolato (di cui gliene ho regalato un esemplare) e dalla tendina con gli animali assurdi, Odd invece sfoglia e critica animatamente i miei numeri di NRU.
Ci dirigiamo nuovamente a casa di mia zia per prendere la torta, ma durante la strada mi rendo conto di aver dimenticato la piastra, così torno rapidamente indietro. Telefono a mia zia per avvertirla del mio ritardo e, come speravo, lei si offre di accompagnarci in macchina. Così, ci si dirige alla destinazione definitiva: casa di Domenico. L’intera giornata era volata via nell’organizzare la festa che ci saremmo goduti da lì a poco.
Arrivato a destinazione ricevo strane domande riguardo la sorte di Roberto, che mi aveva detto che non sarebbe venuto causa problemi economici; con mia immensa sorpresa scoprii che era lì, nascosto dietro una tenda, fantastico!
La serata inizia in maniera piuttosto fiacca, ma dopo poco si comincia a movimentare con i nostri classici passatempi (Wii, Smash, Capitano Puff, cibo, altro…); per l’occasione scarto anche i pad che avevo deciso di mantenere nuovi fino all’uscita di Super Smash Bros. Brawl (ma che ora ovviamente risiedono nuovamente nelle loro custodie). Interessanti eventi da menzionare: le reazioni di Odd davanti a Super Mario Galaxy, Clelia che usava Jigglypuff, la Cece presa male col Capitano Puff, Paolo che tentava di fare la 69 da solo, l’idea di mettere la panna sul rum e gli indovinelli/barzellette a base di barboni, omicidi e carne di gabbiano.
La parte più avvincente della serata è stata però senza dubbio la consegna del regalo da parte di Anita che sapevo essere un disegno (e grazie, le avevo richiesto espressamente quello). Mi ritrovo davanti un misterioso involucro con dei bigliettini appiccicati sopra che narravano le gesta dei cinesi e dei Pan di Stelle (chi non sapesse di che sto parlando farebbe bene a rileggere l’
intervento sul Lucca Comics) e che infine mi invitavano ad utilizzare le bacchette in dotazione per aprire il resto dell’incarto (anche ciò ha una precisa spiegazione, ma essa non è documentata in questo blog). Comincia così il mio meticoloso lavoro di utilizzare le bacchette e non le mani per rimuovere uno ad uno gli strati di carta che mi separavano dall’agognato regalo. Al secondo strato trovo anche degli album masterizzati di gruppi J-Rock, che Anita aveva comprato al Mantova Comics. Dopo parecchio tempo a faticare e a sentire i commenti degli altri come "No, non così", "Guarda, sta trovando un metodo…", "Mi sto angosciando solo a guardarlo…" arrivo finalmente al disegno, che si trattava con mia grande sorpresa di una sorta di ritratto della mia persona, con una prospettiva ricavata da diverse foto. Il disegno è senza dubbio bello e ben fatto e difatti l’ho molto apprezzato, è il soggetto che non mi è mai andato particolarmente a genio. Non appena potrò comunque ne pubblicherò una foto o qualcosa di simile. Esaurite le forze ci accampiamo un po’ ovunque, con l’intento di riposare e poter affrontare così la giornata successiva.

Il giorno dopo non so come, Anita & co si svegliano presto per vestirsi in cosplay; ricordo di averle sentite e aver grossomodo discusso con loro (riguardo la piastra) mentre dormivo. Molto, molto più tardi, e con infinita calma, ci svegliamo anche noi uomini. Io e Odd decidiamo di dirigerci in fiera, prima però era il caso di riportare a casa mia le varie apparecchiature prese il giorno prima; assieme a Paolo e Roberto, ci dirigiamo verso la fermata del 92, tutti senza biglietto (eccetto me che sono abbonato); Roberto doveva andare in stazione, così noi scendiamo prima, lasciandolo solo sul filobus; subito dopo, avvistiamo un probabile controllore che si accingeva a salire lì sopra. In metrò ci separiamo da Paolo e proseguiamo verso casa mia.
Facciamo una prolungata sosta nella mia dimora e, dopo qualche partita a Space Invaders Extreme, i "rumori molesti" di Odd e la strana scultura lasciata da quest’ultimo nel mio bagno (), partiamo alla ricerca del Cartoomics. Seguendo le indicazioni di Anita e inseguendo gruppetti di persone sospette ci arriviamo; stranamente non troviamo niente che ricordi una fiera del fumetto, mentre piuttosto eravamo circondati da gente che beveva birra in bicchieri di plastica (); a quel punto, colti da strani dubbi controlliamo il biglietto, era giusto. Esplorando un po’ troviamo la sezione giusta e tentiamo di contattare Anita e Red. Il mio cellulare era a casa, scarico, quindi la cosa risultava difficile; inoltre Red aveva il cellulare spento mentre il numero di Anita invece, risultava inesistente (probabilmente l’avevo dettato male ad Odd, che mi serviva da tramite). Avevo abbandonato la speranza e proprio mentre stavo per proferire silenziosamente una disperata bestemmia mi ritrovo davanti agli occhi uno scopino arcobaleno. Il mio umore cambia istantaneamente.
La fiera non l’ho esplorata granchè, ma ho trovato una simpatica sezione dedicata ai videogiochi; ce n’erano di parecchie console, anche molto datate, ma i prezzi erano fin troppo elevati visto e considerato che la maggior parte di quei pezzi erano immonde cagate; comunque sia, attirato dal "modesto" prezzo di 45€, acquisto Super Paper Mario. Compro anche un Death Note a 10€, che però finirà presto su eBay in quanto ho scoperto che è scritto in cinese!!! Dopo aver visto l’esibizione di Anita & co, che si è aggiudicata se non sbaglio il premio del "Cosplay più fashion" (e te credo!) che non era nient’altro di un "utilissimo" kit di trucchi o qualcosa di simile, ci dirigiamo famelicamente alla ricerca del pranzo (erano le 17 passate). Attendiamo la premiazione per poi dirigerci rapidamente in stazione visto che tutti dovevano tornare in patria. Durante il tragitto scopro di essermi innamorato del blu palloncino rimbalzoso (di quelli con elastico per intenderci) di Manuel e ci gioco per tutto il percorso dalla fiera alla stazione (compresa la metrò). Aiuto Odd a negoziare con la macchinetta dei biglietti mentre il gruppo mantovano corre verso il proprio treno; accompagno il torinese a prendere il suo mezzo e subito dopo mi dirigo placidamente verso il treno diretto a Mantova, sicuro di non trovarlo più. Improvvisamente mi ritrovo davanti Domenico che dice di aver appena salutato Anita & co, così corro per raggiungerle. Riesco nel tentativo e restituisco a Manuel il palloncino, dopodichè mi dedico a saluti vari.
Alla partenza del treno contatto Domenico e mi ricongiungo con lui, ancora esaltato per quei 2 giorni fuori dall’ordinario.


     

Facendo un resoconto dei regali ricevuti abbiamo:
-Un orrendo pupazzetto trovato per strada da Paolo, sottospecie di contentino per un eventuale futuro regalo serio (che ovviamente non arriverà mai)
-Il disegno di Anita
-4 CD J-Rock masterizzati (Astreの絲 e Keinの棺 dei RENTRER EN SOI, Alpha degli alice nine. e Candyholic degli Antic Cafe) da parte sempre di Anita
-Un’armonica da parte di Odd
-Un servizio per mangiare giapponese da parte di mia zia (con tanto di bacchette, lol)
-Una persona a me cara si è fatta risentire
-Soldi da parenti vari

Quest’anno non mi dilungherò nello scrivere la lista delle persone che mi hanno fatto gli auguri poichè, con questa storia del compleanno anticipato, è stata fatta un po’ di confusione.


     

In conclusione, devo dire che è stata una festa tutto sommato riuscita. La differenza di località mi ha permesso di avere un cast di invitati sensibilmente differente da quello solito, nel bene e nel male. Purtroppo non è stata fatta nessuna foto dell’evento (uff, voglio una macchina fotografica!), il che è un vero peccato perchè avere nella stessa stanza così tante persone a me care è stato un evento unico. Forse forse comunque è presente qualche video, che però devo ancora ricevere.

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4 risposte a 20 anni di vita

  1. Gianluca ha detto:

    P.V.

  2. Angel ha detto:

    Bell\’intervento e bel compleanno :)Mi sarebbe piaciuto esserci per entrambi gli eventi che poi si sono fusi insieme..Comunque sia spero ti sia divertito come meritavi, e a quanto pare sembra di si, chissà magari al tuo ventunesimo ci sarò anche io :PAuguri ancora, ti voglio bene @-,—

  3. Wanicola ha detto:

    bella idea per il compleanno lole bella l\’armonica!

  4. Oddou ha detto:

    tutti vorremmo avere una pianta grassa fatta di cotton fioc nel nostro bagno!

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