Momento di buonumore

Ieri ho ricevuto una buona notizia, che non allevia o risolve in alcun modo i casini che sto passando per ora, ma quantomeno mi aiuta a distrarmene leggermente.
Sono stato nuovamente pubblicato su Nintendo La Rivista Ufficiale.
In tutta sincerità, sin da quando ho cominciato a scrivere la mail, avevo la certezza che sarei stato con tutta probabilità nuovamente Lettore del Mese, visto che ormai conosco più o meno cosa premiano e cosa no. Poichè quando fui eletto Koopa del Mese (ai tempi li chiamavano così) ancora non regalavano nulla, gloria esclusa, avevo un forte desiderio di riuscire a conseguire nuovamente l’obiettivo, in maniera da potermi portare a casa qualcosa questa volta. Premetto comunque, che tale desiderio non ha minimamente influito sul contenuto della mail che gli mandai quella notte, che è stata anzi scritta molto di getto.
Allego una scansione della rivista (N°84 – Novembre 2008):

Riporto qui sotto quella che invece era la mail originale, che è stata ragionevolmente (e forse un po’ frettolosamente) tagliata:



19/15/2008
Orario tre le 3 e le 5 del mattino.


Cara
redazione di NRU, vi ricordate di me? È un bel po’ che non vi scrivo;
ultimamente non ho avuto molto tempo per leggere per intero le vostre
riviste, come ero solito fare, ma rimango comunque un vostro
affezionato lettore (finchè tenete quel bollino dorato Nintendo sarà
dura resistere).

Spinto dall’incapacità di prender sonno e quindi
dal conseguente flusso di coscienza e ovviamente dalla progressiva
ascesa di ispirazione, ho deciso di scrivervi questa mail per
condividere con voi parte dei miei pensieri.


Oggi (iere, se
consideriamo la mezzanotte passata) sono stato ad un Evento Pokémon
tenutosi a Milano, dove è stato proiettato uno dei tanti film (credo
sia il decimo lungometraggio) dei mostri tascabili. Del resto, era
gratis, i videogiochi mi piacciono, gli anime mi piacciono, i Pokémon
mi piacciono, perchè non andarci?

Sinceramente, vista la natura
piuttosto anonima della notizia che lessi per caso sul sito della
Nintendo, mi aspettavo un numero di persone piuttosto esiguo,
principalmente composto da pochi accaniti che tramite internet erano
venuti a conoscenza di tale manifestazione. Con mia grande sorpresa
però, mi sono ritrovato davanti ad un’immensa folla di bambini e
relativi genitori, organizzati in una fila di cui non si capiva nè la
fine nè l’inizio. Una legione di bimbi con DS Lite in mano, intenti a
scaricare l’esemplare di Darkrai che vagava nell’aria grazie alle
prodezze della tecnologia wireless, e a fare conoscenze tra loro.

L’istinto
è stato quello di tirar subito fuori il mio vecchio e usurato DS (primo
modello mattone-grigio, un po’ ammaccato ma ancora funzionante). La
Sala Contatto, che solo poche volte in vita mia aveva potuto
benificiare di un’altra persona al suo interno oltre il sottoscritto,
era completamente piena di allenatori, con un continuo ricambio degli
stessi poichè evidentemente il numero massimo era stato di gran lunga
superato. Dall’alto (si fa per dire) dei miei 20 anni, sperduto in
quell’esercito di piccoli allenatori che senza nemmeno sapere quale
delle tante persone con un DS in mano fossi, continuavano a propormi
scambi o lotte che, quasi imbarazzato, mi ritrovavo costretto a
rifiutare, viste le condizioni penose del mio savegame (non toccavo la
cartuccia da parecchio tempo).

Nonostante le condizioni critiche
della fila, la mancanza di posti e il mio essere comunque una sorta di
"infiltrato" in mezzo a tutti quei ragazzini, devo ammettere che mi
sono divertito un mondo nell’osservare ciò che accadeva, mentre
attendevo la proiezione del film (che poi è arrivata, ma in verde, nel
senso che si vedeva tutto dietro una sorta di filtro verde, colore che
adoro ma…).


Guardando la situazione dal punto di vista
sociologico, è piacevole vedere come non solo l’esperimento di Nintendo
sia riuscito, ma sia ancora perfettamente funzionante, anche se magari
non diffuso come ai tempi in cui ci fu il boom.

Strategie di
marketing a parte, l’idea alla base delle versioni complementari è
creare un rapporto che mescoli la competizione alla cooperazione tra i
vari allenatori, e in entrambi i casi ciò risulta in nuove conoscenze.

Pokémon
è un gioco matematico, i Pokémon stessi sono ammassi di statistiche,
percentuali, numeri; eppure, giocandoci si crea qualcosa di più di un
semplice utilizzo di formule algebriche per avere la meglio in una
battaglia; si crea un’alchimia tra i Pokémon e il giocatore, che è
avvalorata dalla presenza dell’importantissimo elemento che è il
confronto con gli altri. Tramite questo principio, qualunque entità,
sia essa reale o virtuale, può godere di un valore aggiunto, che è
dettato dall’affezionamento di un individuo verso la stessa; ed è su
tale principio che fa leva il successo di questa serie.

Quando, ai
tempi di Pokémon Rosso/Blu, sentivo parlare di Pokémon come strumento
di socializzazione, potevo solo immaginare il potenziale di tale cosa,
poichè a quell’epoca non vivevo in un paese dove i videogiochi fossero
particolarmente diffusi, senza contare che ero forse l’unico a disporre
di un cavetto link, indispensabile per gli scambi. Dopo non molto
tempo, la "moda" Pokémon cessò, e di colpo mi ritrovai l’unico a
continuare a seguire la serie, in alcuni casi persino in segreto. Da
allora in me si fece sempre più strada l’idea che ormai la serie era
quasi morta, e che comunque i bei tempi fossero passati. Ma vedendo
tutta quella gente, tutti quei bambini, molti di essi troppo piccoli
per essere fan dalle vecchie generazioni, mi rendo conto del fascino
sempiterno che queste creature riservano anche ai neofiti, e che il
fattore nostalgico non va ad intaccare la qualità oggettiva di quei
videogiochi.


Lasciando stare l’improvviso crollo di popolarità,
dovuto ad una misteriosa "presa di coscienza" da parte dei giocatori,
che hanno cominciato a ritenersi troppo adulti per quel genere di cose,
c’è da sempre stato un problema che ha afflitto la serie di Pokémon, e
che si è in parte riversato sulla Nintendo.

Prendiamo ad esempio
Super Mario. Un’icona, un personaggio rispettato da tutti, ignoranti a
parte, per ciò che rappresenta; è stato il compagno di giochi
dell’infanzia, dell’adolescenza o dell’età adulta di un po’ chiunque.

Con
la serie Pokémon invece, la situazione è palesemente diversa: ci
troviamo di fronte ad un forte pregiudizio di fondo nato dall’idea che
sia per bambini, e per questo non gli si da il rispetto che merita.

Di
videogiochi ne ho fatti tanti, e penso di avere l’autorità necessaria
per dire, senza alcuna nostalgia o pregiudizio, che Pokémon, nonostante
in certi campi non raggiunga la complessità di altri titoli del suo
genere, contiene parecchi tratti distintivi che lo rendono un ottimo
esponente dei giochi di ruolo, e l’unico con una componente multiplayer
così funzionale e complessa, che un po’ mi ricorda i giochi di carte
collezionabili, di cui guardacaso Pokémon è uno dei rappresentanti.


Sebbene
ormai non mi ritenga più un allenatore professionista, è sempre
emozionante iniziare una nuova avventura, e non mi faccio più problemi
ad ammetterlo; certo, invidio quei bambini che probabilmente si stanno
divertendo molto di più di quanto abbia potuto fare io alla loro età e,
se potessi, tornerei di certo a farlo, ma sono contento che le nuove
generazioni possano godere dello stesso genere di esperienze che
all’epoca feci io, sperando che anche loro col tempo, non rinneghino il
loro passato, la loro gioia dell’essere bambini e l’innocenza del
divertirsi con un videogioco senza paura del pregiudizio altrui.


PS:
Aggiungo che mentre percorrevo (o meglio, cercavo) la via del ritorno,
ho avuto modo di conversare con un altro sopravvissuto della "strage
della presa di coscienza", un diciannovenne che condivideva la mia
passione, rassicurante incontrarne un altro, considerando che in mezzo
alla folla non ne avevo visti.






Non si cresce mai abbastanza
ma si cresce sempre troppo.







Coldheart Dunther,
eterno bambino imprigionato nella vita di un adulto.


In tutta franchezza, speravo mi avrebbero regalato un gioco, ma sono comunque soddisfatto poichè quelle action figure rientrano nella tipologia di cose che vedo spesso alle fiere del fumetto, ma non compro per via del prezzo proibitivo.
Comunque, per chi non lo sapesse, sono già stato pubblicato altre 2 volte (più una in saluto del mese, e una nella lista dei non pubblicati); se siete interessati a vedere anche quelle scansioni, ecco i due interventi del mio blog dove le ho pubblicate:
Una fine ed un inizio

Wii

Ora devo aimè salutarvi; spero di poter tornare in vita presto, ma non ci conterei troppo…

Questa voce è stata pubblicata in Annunci. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Momento di buonumore

  1. Rita ha detto:

    Che lettera commovente ç_ç insomma, è stato quel che ho provato io all\’evento Pokémon tenuto a Napoli il mese scorso. Anche io sono una sopravvissuta, anche se la serie di Pokémon non la vedo più da una vita… Beati i bambini di oggi, che possono giocare senza preoccuparsi troppo degli altri… Perfino mia sorella, con tutto che sia un po\’ modaiola, afferma tranquillamente in classe che legge manga e gioca ai videogame di Kingdom Hearts senza ricevere discriminazioni, non come è successo a me alle medie e al liceo D= Eppure abbiamo solo 4 anni di differenza! Che bello comunque che ti pubblichino questa lettera su Nintendo… Anche perchè è una lettera dove si immedesimeranno molti ragazzi come noi. Ciao!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...