another Game, another Story – 0: Kirby Super Star / Kirby Super Star Ultra

Ecco una copia del mio secondo intervento su Checkpoint Café.
L’edizione originale dell’articolo “another Game, another Story – 0: Kirby Super Star / Kirby Super Star Ultra” è raggiungibile qui.

 

Da parecchio tempo avevo in mente un progetto: l’idea di cominciare nel mio blog, una serie di cronache videoludiche contenenti le mie personali memorie riguardo un videogame scelto a caso dalla lista di quelli da me conosciuti.
Visti i recenti stravolgimenti emotivi tuttavia, ero ormai certo che questa iniziativa non avrebbe preso forma prima di un bel po’, o che forse sarebbe stata accantonata, assieme agli altri progetti mai realizzati.
La proposta di partecipare allo sviluppo di questo blog invece, mi da un’ottima occasione per tentare quest’esperimento, nonché un grande incentivo ad attuarlo.

Nell’incertezza se lasciare o meno che sia il caso a decidere per me l’argomento di cui trattare in degli eventuali seguiti di questo intervento, ho deciso di realizzare un "intervento pilota" in cui sceglierò personalmente il gioco, che avrà lo scopo di valutare:
1) L’attuabilità pratica di questo tipo di approccio ai videogames da parte mia, che magari nella mia testolina risulta parecchio interessante, ma che poi si potrebbe perdere nella classica sindrome del foglio bianco (file bianco, in questo specifico caso)
2) L’eventuale successo riscosso nei lettori, i commenti saranno presi in grande considerazione poiché dall’interessantezza (perdonatemi il neologismo) di questo progetto ne dipenderà anche il suo esito, naturalmente.

L’aver giocato di recente il remake di Kirby Super Star, mi ha dato l’impulso necessario a tirare fuori un po’ di ricordi residui dalla mia mente, sperando che bastino a mettere in piedi questo articolo.
Buona lettura!

 

 

Tutto inizia da un ricordo distinto: mi trovavo a La Via Lattea, a Messina. Non ricordo quanto tempo fa è stato, ma suppongo che avessi circa 8-9 anni.
Di per certo, so dire che avevo già un po’ d’esperienza col mio fido Super Nintendo, la mia prima console. Super Mario World era finito da tempo, mentre con The Legend of Zelda: A Link to the Past mi ero probabilmente rassegnato; con tutta probabilità ero già in possesso dei primi due episodi di Donkey Kong Country.
Dicevo che ero lì in quel negozio di elettronica a sbirciare le custodie delle varie cartucce SNES, nel tentativo di trovarne una nuova, sperando di beccare qualcosa di bello. Non c’era molta scelta, quelli sportivi li scartavo a priori, e non avendo quasi nessuna conoscenza del panorama giochi della mia fida console (allora mi basavo su quei simpatici dépliant che venivano regolarmente rinvenuti nelle confezioni), tendevo a comprare giochi delle poche serie che conoscevo, oppure mi lasciavo semplicemente ispirare dalla copertina.
Non so cosa fu in quel momento a catturare il mio sguardo su una custodia in particolare, se fosse stato un dépliant, la copertina o più semplicemente il simpatico personaggio rosa stampato sopra, sommato magari alla leggibilissima scritta "8 GIOCHI IN UNO!".
Un altro importante criterio di valutazione per me, era l’"originalità" di un gioco, che a quei tempi per me stava per "se il gioco è Nintendo è originale". Ovviamente non avevo il concetto dei giochi pirata o altro, ma consideravo i giochi non Nintendo quasi come estranei, avendoli giocati perlopiù in prestito o a noleggio, oltretutto mi rendevo conto che non erano ciò che cercavo, anche per una semplice, ricorrente, mancanza del salvataggio su cartuccia, che allora era davvero fastidioso, anche se di certo non scandaloso come lo sarebbe oggi.
La scatola aveva un aspetto molto simile a questa:

Comunque sia, nonostante reputassi il titolo impronunciabile, Kirby’s Fun Pak sembrava interessante, lo notificai ai miei genitori.
Ero solito leggere minuziosamente i libretti di istruzioni prima di passare al gioco vero e proprio, vuoi perché magari la sera era troppo tardi per provarlo (almeno secondo i miei finanziatori), vuoi perché durante il viaggio di ritorno mi piaceva intrattenermici e trovarmi preparato al momento dell’accensione. Spesso nei manuali, oltre ai vari comandi, vi si trovava la poca, e a volte unica, componente "storia" dei giochi di quell’epoca, ed ovviamente era quasi sempre in italiano, cosa essenziale.
Tuttavia, non ricordo se con questo gioco in particolare lo feci o meno, perché dopo poco averlo acceso, mi resi conto che sia i comandi che la trama erano spiegati all’interno del gioco stesso. Ma non affrettiamo le cose, siamo ancora all’inizio di questa sorta di spoil-view (scusa Cele, per averti rubato il termine) di Kirby’s Fun Pak e del suo recente remake; dunque, se doveste avere intenzione in un futuro di giocare uno di questi due titoli, potreste tenere in considerazione l’idea di smettere di leggere onde evitare vari spoiler sulla “trama” o sullo svolgersi del gioco.

 

 

Una volta inserita la cartuccia e premuto il pulsante ON, il gioco presentò un doppio logo rappresentante la Nintendo e la HALKEN (che oggi è conosciuta come HAL Laboratory).

Tale logo, dopo pochissimo lascia spazio ad una breve sequenza introduttiva, il cui uso del Mode 7 mi stupì particolarmente in quanto simulava un piatto spazio pseudotridimensionale sopra il quale sorvolava un grosso sprite di Kirby a bordo della fida Warp Star,  senza contare che i 16 secondi d’accompagnamento sonoro erano perfettamente appropriati ed in sincro con l’azione;  "wow, non avevo mai visto una cosa del genere". Sia Super Mario World che Donkey Kong Country offrivano una intro decisamente più lunga, ma meno appariscente.

Con grande piacere trovai 3 file vuoti, il primo di essi sarebbe diventato ufficialmente mio a momenti. Poco dopo mi trovai di fronte ad un menu di selezione gioco, in cui si poteva scegliere quale "episodio" giocare. Iniziai dal primo, Spring Breeze.
Mi si presentò una schermata in inglese con una scelta "Yes" o "No", le uniche due parole che capivo. Il significato del resto lo intuii dopo aver realizzato che a seconda delle risposte cambiava se mostrava o meno i tutorial. Da tipo paziente quale sono sempre stato, guardai con calma il primo, molto divertito per le simpatiche animazioni che accompagnavano le istruzioni, che mostravano esattamente il controller ed a quali azioni corrispondevano i vari tasti.
Sebbene ci abbia messo un bel po’ ad abituarmi al sistema di gestione degli aiutanti (una cosa che non avevo mai visto in vita mia e che purtroppo non ho potuto godere molto in multiplayer), il gioco mi piaceva. Mangiare gli avversari per sconfiggerli ed acquisirne i poteri era una bella idea, e le varie trasformazioni erano divertenti da usare. Mi godo l’assalto a Mt. Dedede; poco dopo, combatto contro Dedede stesso, all’interno di un ring attorno al quale esulta un pubblico composto perlopiù da nemici base, ma con qualche presenza famosa (suggerimento: il nome di uno di loro comincia per M) in mezzo alla folla.

Superato il primo sotto-gioco, mi lancio nei successivi, ed andando avanti mi rendo conto che in quel videogame aveva un fascino particolare, che non avevo mai visto prima.
Per quanto assurdo possa sembrare, avevo notato 2 cose a me inedite: il gioco, per quanto perlopiù allegro e zuccherato, offriva dei momenti, degli sprazzi, che nella mia testa in qualche modo risultavano "estremamente cool", e la componente narrativa aveva avuto una grande presa su di me.
Il fatto è che, la spettacolarità di alcune mosse (la Crash su tutte), le cutscene realizzate in grafica di gioco, la colonna sonora stupenda, Meta Knight…
In qualche modo, il mondo di Kirby mi aveva rapito, e pesantemente contaminato.

 

L’impostazione generale del gameplay ricorda un po’ i picchiaduro, per via della presenza delle barre di energia. Gradivo molto questa particolarità, anche perché, combinata con la grande varietà di poteri, ti faceva capire quanto danno stavi infliggendo al nemico, e quali mosse conveniva usare maggiormente.
In breve trovai la mia preferita: Mirror, che lanciava specchi e rispediva gli attacchi al mittente. Qualcuno di voi potrà ricordare la mia grande passione per le specularità, non mi sorprenderebbe affatto se scoprissi che questa fosse correlata a Mirror Kirby.

 

Avendo nominato prima l’episodio per SNES di Legend of Zelda, potrebbe venire spontaneo chiedersi come mai la trama di Kirby mi abbia preso così tanto, visto che la componente narrativa in Zelda è decisamente più forte. La risposta è alquanto semplice, nonostante fossero entrambi completamente in inglese, Kirby riusciva nel suo piccolo a farsi capire anche da me, con delle cutscene che, con leggerezza, collegavano i livelli tra loro, e comprendevano gag, momenti d’azione e qualche dialogo sparso qui e lì. Il tutto ovviamente assolutamente ininfluente per lo svolgimento di un platform, però mi "motivava" ed esaltava molto di più di quanto lo facevano le scenette di fine castello di Super Mario World.
Il manuale d’istruzioni inoltre, faceva da ottimo compendio, chiarendomi ciò che poteva sfuggirmi.
Gli aspetti della trama che mi colpirono maggiormente furono probabilmente l’aggressività di Kirby nel distruggere la Halberd pezzo per pezzo (nonostante non ne capissi i dialoghi, spassosi poiché relativamente seri rispetto al contesto), senza contare l’assurda premessa dell’ultimo sotto-gioco tradizionale, Milky Way Wishes: il sole e la luna  avevano cominciato a litigare per qualche strano motivo, quindi sul pianeta sottostante era scoppiato il caos.

 

 

 

 

 

 

 

Uno dei temi musicali dei videogiochi che ho sempre considerato tra i miei preferiti è il famoso Gourmet Race, la cui origine è uno dei vari sotto-giochi chiamato appunto, Gourmet Race; ma non finiva lì, la colonna sonora di Kirby passava dalle tipiche melodie allegre che ci si potrebbe aspettare dalla serie, a geniali accompagnamenti per i combattimenti con i boss, soprattutto verso la fine, senza menzionare quanto abbia apprezzato il tema dei crediti; se avessi conosciuto il significato del termine, all’epoca avrei definito la colonna sonora di Kirby "epica", o perlomeno alcuni brani. Notabile anche il loop che accompagnava uno dei due minigiochi: Megaton Punch (l’altro era il mitico, intramontabile, Samurai Kirby). Meta Knight inoltre ha avuto su di me un grande fascino (col tempo sensibilmente diminuito), che influiva molto sulla mia fantasia, come potrebbero testimoniare dei disegni che facevo all’epoca.

Le vite le perdevo, a volte finivo anche in Game Over, lo ricordo bene.
Per quanto i vari Kirby siano perlopiù destinati a novelli platformer (cosa che io non ero propriamente, vista l’esperienza con Super Mario World), mi trovavo di fronte a delle meccaniche differenti da quelle già sperimentate, e la difficoltà negli ultimi livelli per il me di allora rappresentava una bella sfida. Finire The Arena, l’ultimo sotto-gioco, consistente essenzialmente in un boss-rush, fu una faticaccia, ma ottimamente ricompensata dal Sound Test.

 

 

Kirby’s Fun Pak, conosciuto in USA come Kirby Super Star, è stato uno dei giochi più importanti della mia infanzia, e tuttora lo reputo uno dei miei giochi preferiti.
Il suo gameplay mi ha sicuramente fatto apprezzare maggiormente quello di Super Smash Bros. e dei seguiti, poiché in essi risiede la sua vera eredità, in maniera più marcata di quanto non lo faccia nei Kirby successivi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono passati almeno 10 anni, finalmente è uscito in Europa il remake di Kirby Super Star.

Se devo essere sincero, quando lessi la notizia per la prima volta ero abbastanza esaltato, l’idea delle sequenze in FMV la trovai trovata azzeccata, ma con i primi screenshot cominciò lo scetticismo, ed anche i filmati di gameplay in qualche modo non riuscivano a convincermi.
Una volta trovato il momento che reputavo adatto a rituffarmi a Dreamland però, ho cominciato a cambiare idea.

Sin dal nuovo filmato introduttivo, noto con piacere che i filmati in computer grafica ricalcano fedelmente ciò che accadeva all’interno delle possibilità del SNES. Niente di troppo galvanizzante purtroppo, ma almeno non tradisce le sue origini.
Il menu di selezione dei sotto-giochi è molto simile all’originale, tuttavia i due minigiochi che conoscevo ed amavo sono scomparsi, e sostituiti con nuovi giochi touch screen pensati per DS, che inizialmente decido di ignorare.

Completando i vari sotto-giochi, ho modo di rivivere ogni singolo anfratto di Kirby’s Fun Pack, ridisegnato in tinta con il nuovo look di Kirby (quello adottato dall’anime in poi); non approvavo questa scelta stilistica, ma per una semplice questione affettiva; una volta abituato a vedere quel gioco sotto quella nuova veste mi rendo conto che lo stile nuovo è più pulito e tutto, ma che nonostante ciò, mi è comunque rimasto un forte attaccamento a quello originale che, a farci caso adesso, sembra in qualche modo più serio.
Quando si parla di remake comunque, non si deve considerare solo il restauro del comparto grafico, ma anche quello sonoro. È qui che, aimè, ho provato delusione; i temi erano invariati dalla versione SNES, che tra l’altro, suonava meglio, proprio a causa delle capacità audio superiori della console (e sicuramente, alla non compressione delle varie musiche).
La mia “caccia alle differenze” mi ha portato a notare un paio di accorgimenti per i vari poteri, probabilmente volti a renderli tutti più efficienti, e qualche tema sonoro aggiuntivo, che però francamente non mi ha esaltato.
Ho gradito l’agevolazione nella ricerca dei tesori in The Great Cave Offensive, sotto-gioco in cui si riceve un punteggio in base a quanti tesori si sono trovati nell’avventura, e finalmente ho avuto voglia di prenderli tutti; molti dei tesori sono riferimenti ad altri giochi Nintendo, come ad esempio l’elmetto di Captain Falcon e la Triforza, ma ammetto che da piccolo, nonostante avessi notato la cosa, non avevo ancora il concetto di citazionismo. Completo rapidamente anche Revenge of Meta Knight, di cui gradisco particolarmente le numerose cutscene.

Un tour dei pianeti nei pressi di Pop Star, una sessione stile shooter orizzontale per distruggere il cuore di Nova, un paio di mazzate a Marx ed ecco finito per l’ennesima volta Milky Way Wishes; mi godo i nuovi crediti finali e la corrispettiva musica di sottofondo, anche se in qualche modo non mi esaltano come gli originali.

Una volta terminati i crediti e ritornato al menu però, mi aspetta una sorpresa: Revenge of The King, un nuovo sotto-gioco! Sostanzialmente si tratta di una versione parecchio modificata di Spring Breeze, con varianti dei vari nemici che si incontravano in quest’ultimo, e nuovi miniboss. Parecchio apprezzato il livello in cui si utilizza nuovamente l’astronave, nel tentativo di oltrepassare i nemici a difesa del castello di Dedede, raggiunto il quale, si affronta un livello in stile Revenge of Meta Knight, per poi prepararsi ad uno scontro finale con Masked Dedede, dalla difficoltà particolarmente elevata, e con in sottofondo una versione del Dedede Theme nuova, e particolarmente gradita dal sottoscritto.

Ma non è finita, perché una volta portato a termine con successo anche questo sotto-gioco, si sblocca una semplice ma interessante modalità: Meta Knightmare Ultra. Selezionata quest’ultima, mi sono ritrovato con piacere al controllo di Meta Knight alle prese con una maratona che coinvolge tutti i livelli e boss inclusi nei 5 sotto-giochi principali. In sostituzione di Marx però, mi si è presentato davanti Galacta Knight, un altro nuovo boss piuttosto ostico e con in sottofondo un altro gradito pezzo inedito.
Una volta sconfitto Galacta Knight si sblocca, con mia sorpresa, il caro vecchio (ed assolutamente inalterato) Samurai Kirby, a cui si sarebbe aggiunto più avanti anche Megaton Punch.
Nonostante le apparenze, Meta Knight non è semplicemente una versione potenziata del potere Sword, ma un personaggio con uno stile di gioco palesemente appositamente studiato per…gli speedrun. Ebbene sì, sembra assurdo, eppure il timer che monitora costantemente la partita non mente.
Ma non è tutto, distruggendo i nemici durante l’avventura, si raccoglieranno dei punti che potranno essere spesi per attivare una delle 4 abilità di Meta Knight: Meta Quick (8 punti) per aumentare la velocità di movimento, Knight call (2 punti) per chiamare un aiutante spadaccino, Heal (10 punti) per recuperare energia e Match Tornado (30 punti) per utilizzare una vera e propria smart bomb. Considerate anche che il massimo di punti trasportabili è 50, e vi renderete conto di quanto realizzare tempi migliori sia tutt’altro che semplice. Uccidere quel nemico che vale molti punti o saltarlo e proseguire? Conservarsi i punti per danneggiare pesantemente un boss o conservarli per dopo? Cercare di avere sempre la velocità attivata o usarla solo nei momenti giusti? Insomma, il sistema mi ha intrigato, tanto che alla fine mi sono deciso a cercare di impegnarmi per fare un buon tempo, portando a termine il mio primo speedrun con un tempo di 0:42:51,44; niente di speciale, ma mi soddisfa abbastanza.

Completando The Arena (durante la quale ho notato diversi cambiamenti dall’originale, ma non saprei quale delle due è più difficile), ho sbloccato Helper to Hero, altro sotto-gioco; si tratta di un altro boss rush, ma i protagonisti sono gli aiutanti. Ora le cose cominciano a farsi interessanti.
Giocando un po’ nel ruolo del secondo giocatore in Kirby Super Star, si possono notare piccole differenze tra un aiutante e Kirby con il potere corrispondente; tali differenze sono ancora più pronunciate in Kirby Super Star Ultra, e ciò mi ha reso più gradevole Helper to Hero, ma questa modalità ha anche altre qualità. L’essere limitati ad un solo potere rende le cose più complesse, contro alcuni boss mi rendo conto che anche se conosco piuttosto bene i loro pattern, devo comunque migliorare la mia abilità con un potere che magari ho sempre scartato in precedenza. Il boss finale è Wham Bam Rock (la fonte di ispirazione di Master Hand della serie Smash Bros.), che una volta sconfitto rivela un altro boss, Wham Bam Jewel, un’inedita variante del primo. Essendoci 20 aiutanti in tutto, capirete che portare a termine questa modalità con ognuno di essi richieda una buona dose di impegno e tempo, un’ottima scusa per giocarci ancora. Presto però subentra un’altra buona motivazione per farlo, l’ultimo sotto-gioco: The True Arena.

Con mia grande sorpresa, mi trovo davanti quella che si presupponeva essere la modalità più difficile, e diamine se lo è. Il concetto è lo stesso di The Arena, solo che i boss da affrontare sono esclusivamente i 10 nuovi, e non ci sono Maxim Tomato con cui recuperare energia tra un boss e l’altro, ma solo 5 semplici pomodori, ovviamente privi di respawn. Mi rendo conto fin da subito che la sfida è più dura del previsto, ma rimango incredulo dopo il gran numero di fallimenti.

Ho perso parecchie volte, ma dopo qualche giorno, una volta sperimentato a dovere i vari poteri e trovato i più adatti, sono infine riuscito a sconfiggere i The Final Four, compreso l’ultimo di loro, una versione potenziata (forse neanche abbastanza) di Marx, chiamata Marx Soul.
Non c’era nient’altro, avevo raggiunto il 100%. Tali sforzi erano stati ricompensati dall’ultimo filmato sbloccabile, una raccolta delle varie intro nelle loro versioni SNES; a questo punto mi tocca far notare però, che le cutscene presenti tra i livelli o al termine dei sotto-giochi sono state completamente ignorate.

Ebbene, sono rimasto piacevolmente soddisfatto di questo remake, di cui ho anche provveduto a procurarmi la colonna sonora, ufficialmente inesistente per quanto riguardava il gioco originale, per poter finalmente possedere alcune delle migliori melodie che hanno accompagnato la mia gioventù, e che ovviamente sto sentendo durante la stesura di questo articolo.
Questa non è una recensione, quindi non darò un voto, anche per non mancare di obiettività. Mi limiterò a consigliare questo gioco; se siete fan di Kirby, beh per me è il miglior episodio della serie, se invece non conoscete la saga, magari potreste appassionarvici tramite questo titolo.

 

 

 

 

 

 

 

Spero che l’articolo vi sia piaciuto, e che abbiate avuto la voglia di leggerlo fino in fondo, attendo i vostri commenti. La prossima volta comunque credo parlerò di un puzzle game, così mi dilungherò meno.

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