Due scimmie al prezzo di una

Articolo scritto per Checkpoint Café, originale reperibile qui.

 

Ieri notte, bazzicando su Facebook, ho notato una news niente male, pubblicizzata dalla fanpage ufficiale di Monkey Island.
Come alcuni di voi già sapranno, tra circa una settimana sarà disponibile per l’acquisto Monkey Island 2 Special Edition: LeChuck’s Revenge, remake di Monkey Island 2: LeChuck’s Revenge, avventura grafica originariamente uscita nel 1991, da molti considerata il miglior episodio della saga.

Ebbene, la notizia appresa riguarda l’acquisto di tale gioco tramite la piattaforma Steam; in parole povere, se invece di aspettare l’uscita ufficiale (7 Luglio) effettueremo il pre-acquisto, avremo in regalo una copia di The Secret of Monkey Island: Special Edition, da tenere per noi o regalare ad un amico.

L’occasione è parecchio ghiotta, considerando che il prezzo del secondo episodio è pari a 9,99€, mentre il primo ci verrebbe a costare 8,99€. Personalmente, posseggo già il primo remake dal day-one, e da buon fan della saga quale sono, non mi sarei di certo perso il secondo; coglierò quindi l’occasione per cedere a qualcuno quella perla imperdibile che è il primo Monkey Island, anche se non so ancora a chi.

La serie

Per chi non lo sapesse, Monkey Island è una saga di avventure grafiche nata del 1990, partorita dalla mente di Ron Gilbert, Tim Schafer e Dave Grossman.
Le storie si svolgono in svariate isole Caraibiche fittizie, in una variante demenziale del diciottesimo secolo, nella quale pirateria e magia voodoo sono assolutamente nella norma; sono presenti inoltre numerosi elementi anacronistici come gomme da masticare, distributori automatici di bibite, cabine telefoniche e gente proveniente dall’Australia. L’obiettivo del giocatore è mandare avanti la trama risolvendo gli enigmi presentati e parlando con i personaggi tramite dialoghi a scelta multipla; come in molti esponenti del genere, non è possibile perdere.
Il protagonista della serie è Guybrush Threepwood, che nel primo episodio è un aspirante pirata; egli si ritroverà presto coinvolto in strampalate avventure che lo porteranno fino alla bizzarra isola di Monkey Island. Il secondo episodio prosegue la storia, con il ritorno della sua nemesi (il pirata fantasma LeChuck) e la ricerca di un misterioso tesoro chiamato Big Whoop.
Da allora, sono stati realizzati tre seguiti: The Curse of Monkey Island, apprezzato dal grande pubblico per una realizzazione tecnica straordinaria (era come giocare un cartoon), Escape from Monkey Island, che porta per la prima volta il tutto in un mondo fatto di poligoni e sfondi pre-renderizzati, ed infine Tales of Monkey Island, una saga composta da cinque episodi acquistabili separatamente, uscita negli ultimi anni.
Va notato però che i creatori originali sono stati presenti solo per i primi due videogame, e per quanto i successivi non siano malriusciti, è palese che il particolarissimo humor e tocco personale di Ron Gilbert è ormai assente (in particolare, va sottolineato che il finale del secondo episodio è talmente criptico da rimanere inspiegato nei successivi); sul quinto episodio però non mi esprimo in quanto non mi ci sono mai cimentato.

Le Special Edition

Parlando dei remake, non si tratta di giochi scritti da zero, come spesso accade, ma di “semplici” upgrade tecnici. Ogni singolo sprite e sfondo è stato ridisegnato a mano in alta definizione, la colonna sonora è stata rimasterizzata ed i dialoghi doppiati con cura.
Per questo motivo, l’impatto visivo è un po’ straniante, in quanto il numero di fotogrammi delle animazioni è rimasto invariato, ma la qualità degli stessi è ora estrema. A dirla tutta però, trovo che giocare gli episodi originali sia estremamente gradevole anche al giorno d’oggi.
È presente inoltre qualche aggiunta, come un sistema di aiuti opzionali, che guida il giocatore verso il prossimo passo da effettuare.
Una grande idea è quella di poter passare dalla versione nuova a quella classica semplicemente premendo un tasto, con un effetto dissolvenza che non interrompe l’azione di gioco.

A volerci trovare il pelo nell’uovo, il remake del primo episodio presentava qualche problemino:
1) Il testo è tradotto in italiano, ma passando alla versione classica lo vedremo in inglese.
2) Lo stile dei personaggi può essere discutibile, anche se i background sono divini.
3) Non è possibile udire il doppiaggio nella versione classica.
Il primo difetto non so se sarà ereditato nel secondo remake, il secondo sembra abbastanza superato, mentre hanno già confermato che volendo sarà possibile attivare il doppiaggio anche giocando con la veste grafica d’annata.

La saga di Monkey Island è imperdibile per qualsiasi appassionato di avventure grafiche, ed i primi due episodi sono tra i picchi più alti mai raggiunti dal genere, e qualsiasi gamer che si rispetti non dovrebbe lasciarsi scappare un’occasione così. Affrettatevi quindi, avete ancora una settimana!

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