Un telefilm sulle bugie

Articolo scritto per Checkpoint Café, originale reperibile qui.

So che sembra insolito da parte mia, ma questa volta ho deciso di cambiare argomento e parlare di un telefilm che sto seguendo di recente. Tale telefilm risponde al nome di Lie to Me, consigliatomi da un amico, e che mi ha appassionato oltre le mie aspettative.
Premetto che non sono un grande cultore di telefilm, perché solitamente non riescono a soddisfarmi appieno, anche per via del budget spesso relativamente limitato di cui dispongono. Ma non è questo il caso.

La serie è incentrata sul Lightman Group, un’associazione fondata dal Dottor Cal Lightman, esperto di microespressioni; Lightman ed il suo team vengono assoldati da diversi enti, privati e non, per smascherare le bugie. Infatti, tramite l’analisi del linguaggio del corpo, psicologia, intuito ed un pizzico di tecnologia (che non guasta mai), essi riescono, con un margine di errore minimo, a capire quando una persona dice la verità o sta mentendo, e non solo. Capita spesso infatti che si ritrovino a leggere le emozioni che gli atteggiamenti degli individui lasciano trasparire, capendo quindi se hanno intenzioni violente, se provano vergogna, paura, e così via.Cal Lightman

In ogni puntata, solitamente sono presenti uno o due casi che vengono risolti prima della fine della stessa, ma nonostante questa struttura più o meno fissa, la varietà non manca, ed ogni volta ci si chiede con curiosità in che genere di situazione si troveranno i protagonisti nell’episodio successivo.
I personaggi sono molto curati, non solo quelli principali, ma anche i comprimari ed i vari individui che si presentano di volta in volta; oltre a questo, la recitazione (per quanto non sia un esperto in materia) mi è sembrata di ottima fattura, anche perché le varie microespressioni che il Dr. Lightman analizza, devono ovviamente essere riprodotte dall’attore. Inoltre, Tim Roth (che sono sicuro di aver già visto in diversi film, come ad esempio La leggenda del pianista sull’oceano, nel quale interpreta il protagonista) contribuisce non poco nel creare il personaggio complesso e carismatico che è Cal Lightman.
Anche come regia e tutto siamo su alti livelli, con il giusto numero di effetti speciali quando necessario, e notevole varietà di ambientazioni.

Purtroppo, per via della sua natura tipica da telefilm, si tratta di episodi separati tra loro, senza una storia principale che prosegua di puntata in puntata. Ci sono comunque, di tanto in tanto, degli elementi di collegamento, perlopiù relativi a personaggi minori che ricompaiono o diventano presenze stabili. Non capita troppo di rado comunque che gli eventi portino a più o meno lunghe digressioni che ci faranno scoprire qualcosa di più sul passato dei protagonisti.

Personalmente ho già terminato di guardare la prima stagione, ed attualmente sto piacevolmente visionando la seconda. Se siete incerti, il mio consiglio è di guardare quantomeno i primi 3-4 minuti della prima puntata; se la premessa vi ispira, allora questa serie fa per voi.

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2 risposte a Un telefilm sulle bugie

  1. Waterwitch ha detto:

    Carino, ne ho visto solo qualche puntata ma mi è piaciuto. Appena smatisco materiale magari lo guardo per bene. Per ora sto guardando “Drawn Together”, è delirante!

    • Dunther ha detto:

      Un pregio/difetto di Lie to Me è che si mantiene sempre sugli stessi livelli qualitativi, per cui una puntata vale l’altra grossomodo. Nel bene e nel male sai cosa aspettarti…

      Di Drawn Together vidi la prima stagione un paio d’anni fa, ma non sono più andato avanti; prima o poi dovrò farlo, era troppo un delirio appunto XD

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