Final Fantasy VII nel 2011

Articolo scritto per Checkpoint Café, originale reperibile qui.

 

Difficilmente si può parlare di un gioco conosciuto come Final Fantasy VII e dire qualcosa di nuovo. Ma visto che sono qui, proverò comunque ad esporre la mia personalissima opinione.

Innanzitutto, ci tengo a specificare quanto io mi senta “sollevato” nell’essere finalmente riuscito a colmare quella che senza ombra di dubbio era la più grande lacuna della mia carriera videoludica. Difatti, Final Fantasy VII è considerato uno dei giochi più belli ed importanti della storia, ma per quanto il mio iniziale approccio con la saga fu una demo per PC di codesto JRPG, il primo che ebbi modo di giocare e portare a termine fu l’episodio successivo.
Da allora, più volte ho rimandato l’approfondimento di questo titolo, provando (e talvolta, portando a termine) diversi altri episodi della saga, ad esso antecedenti e non. Una volta trovai persino la buona volontà di iniziarne la versione PC, ma mi scoraggiai presto a causa di un bug che mi impediva di proseguire oltre un certo punto.

Infine, con l’uscita di una nuova versione della patch di traduzione italiana, decisi che era un buon momento, ma altre questioni (ed altri videogame), mi trattenerono ulteriormente. Un annetto dopo, ulteriori versioni della patch vennero rilasciate, e così mi preparai a dovere per cimentarmici una volta per tutte, evento realizzatosi il 21 marzo di quest’anno. La mia avventura finì il 14 maggio, non molto tempo fa quindi.
Ci tengo a segnalare che quanto vi dirò sarà molto soggettivo, per cui se volete tirarmi addosso i pomodori per aver infangato il vostro gioco preferito, considerate che non ho nessuna intenzione di mettere in dubbio la qualità oggettiva del titolo o l’importanza che ha avuto nella storia. Ovviamente terrò conto che questo gioco ha una quindicina d’anni sulle spalle, sia chiaro.
Approfitto dell’occasione per ringraziare i SadNES cITy, che tramite la loro patch 2.01, mi hanno permesso di giocare questo capolavoro al massimo delle sue potenzialità.
Inoltre, dando per scontato che più o meno si sappia un po’ tutto del gioco in questione, non starò attento a non spoilerare, per cui attenti, o lettori disinformati.Final Fantasy VII - logo

Cominciamo col ribadire che non ci vuole molto ad essere incappati, in tutti questi anni, in spoileroni di tutti i tipi riguardo FF7, per cui mi sono ritrovato ad affrontarlo sapendo già benissimo che Aerith muore, che Sephiroth è un bastardo, che Cloud è un complessato, e così via; senza contare che i pezzi più famosi della soundtrack, come ad esempio Opening ~ Bombing Mission, Those Who Fight Further e la classica One-Winged Angel, mi erano già familiari. Purtroppo è logico, se frequenti assiduamente la grande rete.

Partiamo dalla trama; l’ambientazione mi ha convinto abbastanza, essendo più un amante della fantascienza che del fantasy; l’idea delle megacorporazioni che, tramite dei reattori, estraggono l’energia dal pianeta, è una tematica interessante e sempreverde.
I personaggi sono notevolmente variegati, ma ho notato che non sono tutti approfonditi a dovere; se da una parte Barret, Tifa e Red XIII sono senz’altro curati, dall’altra abbiamo Yuffie, Cait Sith e Vincent, i quali sono trattati con relativa superficialità. Per carità, c’è un background definito praticamente per tutti, ma pare che con alcuni si siano impegnati di più. Oltretutto, Cloud, per quanto abbia la storia più complessa ed interessante, risulta come carattere un po’ come dire, fiacco?
Parlando dei personaggi non giocabili, ce n’è davvero un buon numero, tutti più o meno interessanti, ma colui verso il quale la mia curiosità era maggiormente rivolta trattavasi ovviamente di Sephiroth. Tale angelo monoalato supercool, dai lunghi capelli bianchi, lo sguardo cattivissimo ed una vistosa katana, è un villain conosciutissimo e amato da tutti; ma personalmente ne conoscevo solo l’aspetto, non avevo idea di quale fosse il suo carattere, le motivazioni che lo spingevano a contrapporsi al party ed a divenire la nemesi principale. Certamente poterlo approfondire è stato interessante, ma mi aspettavo qualcosa di più; in fondo è “solo” un essere superpotente, una sorta di mostro di Frankenstein che, male interpretando degli eventi, impazzisce, e decide di diventare un dio per porre fine al mondo, nella convinzione che quello sia il suo destino. Cloud ovviamente lo odia, poiché ha distrutto il suo paese ed in seguito ha ucciso Aerith nell’iconica scena (che mi aspettavo sarebbe arrivata poco prima della fine del gioco, avvenendo invece decisamente prima, ossia alla fine del primo CD); ma Sephiroth non agisce nell’intento di danneggiare Cloud, bensì ha in mente un piano ben più esteso, che include il fottersene altamente delle conseguenze di tali azioni. Insomma per quanto per Cloud la questione sia anche parecchio personale, per Sephiroth non è affatto lo stesso, contrariamente a quanto mi aspettassi.
La storia comunque ha una notevole varietà di situazioni, dall’attentato terroristico iniziale, fino al disperato intento di fermare l’apocalisse, passando per l’inseguimento di Sephiroth per mezzo mondo. Senza contare che, come raramente accade in giochi di questo genere, avremo la possibilità di influenzare leggermente il corso degli eventi; parlo naturalmente della variabile “affetto” che, sulla base di piccole scelte fatte nei dialoghi, modificherà il rapporto tra Cloud e le altre donzelle del party (e Barret, ma quello è un caso particolare), portando a conversazioni differenti e roba simile.Sephiroth in una iconica cutscene

La prima parte del gioco si svolge in una piccola città, ma presto abbiamo la possibilità di esplorare una canonica world map, con tanto di veicoli. Quest’ultimi seguono la classica filosofia di Final Fantasy, e cioè partire da un mezzo basilare per poi averne a disposizione sempre di migliori, fino ad un’aeronave con la quale potremo visitare qualsiasi zona; tuttavia, più avanti potremo anche salire a bordo di un sottomarino ed esplorare quindi delle località precedentemente nemmeno visibili.
Final Fantasy VII non è particolarmente lungo per il genere, personalmente l’ho portato a termine in una sessantina di ore, e c’è da dire che mi sono soffermato parecchio in molte delle numerose subquest disponibili. Parlando di extra infatti, questo gioco ne è pieno; praticamente in ogni angolo possiamo trovare oggetti nascosti, anche di importanza elevata, oppure minigiochi, boss segreti o dialoghi/scenette opzionali; i quali potrebbero, se mancati, essere persi per sempre. Persino due membri del party vanno scovati e sono del tutto facoltativi!
Ad ogni modo, particolare menzione meritano i minigiochi; per ovvie ragioni tecniche, nessun episodio precedente poté vantare nemmeno minimamente di un numero così elevato di essi, e nemmeno nei seguiti si è mai ripetuto tale ben di dio. Si passa dallo snowboard alle corse dei Chocobo, da battaglie in stile gioco di strategia ad inseguimenti in motocicletta. Oltretutto, un’apposita area del gioco, il Gold Saucer (una sorta di luna park), metterà a nostra disposizione i minigiochi già incontrati nel corso della trama, oltre ad altri, il tutto ovviamente a pagamento. Le corse dei Chocobo inoltre, per quanto semplici come struttura, possono condurre ad un lavorone non indifferente riguardo la cattura, allevamento ed accoppiamento dei pennuti, che potremo anche usare in giro per la world map (e far salire sulla nostra aeronave, volendo); in particolare, se riusciremo ad ottenere il Chocobo d’oro (cosa che richiede parecchio tempo, credetemi), potremo avere una libertà di movimento ineguagliabile, che ci permetterà di camminare su mari e monti, e raggiungere zone altrimenti inaccessibili.Cait Sith di fronte al Gold Saucer

Il sistema di combattimento consiste nel classico ATB (Active Time Battle) instaurato con Final Fantasy IV, e la meccanica delle Limit è piacevole, anche se spesso ho avuto la sensazione che gli attacchi fossero un po’ sproporzionati.
Ho molto apprezzato il funzionamento delle Materia, speciali oggetti da inserire nei castoni di armi e armature, per sfruttarne le potenzialità. Si passa dalle classiche magie e summon, ad abilità passive come il contrattacco, comandi extra come quello per rubare e, se ci sono due castoni connessi tra loro, è possibile persino collegare due Materia assieme, per esempio abbinare una Materia Omni ad una Materia Cura permette di lanciare una magia curativa che avrà effetto sull’intero party, piuttosto che su un membro soltanto. Tramite gli AP ricevuti a fine battaglia, le nostre Materia saliranno di livello, potenziandosi e, al livello massimo, genereranno una copia di loro stesse (che sarà al livello base, naturalmente). Il sistema non è complesso e permette di personalizzare a dovere i nostri personaggi.
Tornando a parlare delle battaglie comunque, c’è da dire che sono riuscito a finire l’intero gioco senza mai vedere la schermata di Game Over, e senza mai avere la necessità di fuggire dagli incontri. Ora, è vero che un po’ d’esperienza con questo genere di giochi ce l’ho, però se mi è andata così di lusso evidentemente è un titolo parecchio facile. Sono rimasto anche un po’ deluso dal boss finale, che aveva “solo” tre trasformazioni, di cui una puramente simbolica in quanto si conclude in un singolo attacco; inoltre mi aspettavo qualche ulteriore scambio di battute tra i protagonisti e la loro nemesi, che invece è rimasta abbastanza silente, rendendo lo scontro relativamente sterile. A proposito di boss finale, vorrei condividere con voi l’animazione dell’attacco più esageratamente devastante che abbia mai visto, estremo persino per Final Fantasy:

Ci terrei a sottolineare che, sebbene tale attacco devasti un intero sistema solare, non è nemmeno in grado di uccidere un essere umano, in quanto il danno che fa è pari ad un quindicesimo degli HP rimanenti, quindi insomma serve più che altro a farti cagare in mano.

Ora veniamo alla questione estetica. Un po’ mi dispiace che Yoshitaka Amano sia stato stato scartato in favore di Tetsuya Nomura, passando così ad uno stile mangoso, decisamente più pop, forse maggiormente adatto alle atmosfere di Final Fantasy VII, ma a mio parere comunque inferiore.
Comunque sia, il character design è ottimo, e sinceramente non so cosa pensare verso il cambio di direzione decisamente più realistico adottato dalla Compilation of Final Fantasy VII, che per chi non lo sapesse si tratta di una sorta di universo espanso, fatto di sequel e prequel, che tramite film d’animazione e videogame, arricchisce la saga. Molto atipico per la serie andare così tanto oltre l’episodio standard, ma questo non fa altro che testimoniare quanto sia stato apprezzato dal pubblico il settimo capitolo.
Dicevo comunque, per una scelta precisa ho evitato il più possibile di guardare/giocare questi extra, anche quando si trattava di prequel, (perché è ovvio che un prequel è fatto con l’intento di essere esplorato per chi già conosce gli eventi successivi, al contrario di ciò che qualcuno sostiene,) di conseguenza non ho potuto godere per bene di come Cloud e compagnia possano risultare in computer grafica stilosa e realistica, con doppiaggio e tutto, ma rimango un po’ dubbioso; alla fine trovo che si tratti comunque di una manovra commerciale, e che i personaggi non siano stati affatto concepiti in tal modo.

Cloud & Red XIII in una concept art di Yoshitaka Amano Cloud in un artwork di Tetsuya Nomura Cloud ridisegnato in computer grafica per Advent Children

Parlando della grafica di gioco vera e propria comunque, non mi sorprende che i pupetti protagonisti di tutte le fasi esplorative/narrative possano scoraggiare i giocatori più giovani, del resto il divario con Final Fantasy VIII (uscito due anni dopo) è abnorme, visto che quest’ultimo mostrava non uno, ma tutti e tre i personaggi del party, e con fattezze umane. Gli sfondi bidimensionali comunque, sono ben fatti e caratterizzano bene le ambientazioni, e ci si può navigare con molta “libertà”; Cloud infatti spesso necessita di saltare o arrampicarsi. Ad ogni modo, i modelli super-deformed mi hanno ricordato molto come apparivano i personaggi negli episodi precedenti, cosa che di certo non mi scandalizzava; del resto, è bene tenere a mente che si tratta semplicemente di rappresentazioni.
Nelle battaglie invece, per chi non lo sapesse, i modelli appaiono molto più vicini agli artwork, e questo è decisamente piacevole visto che, sebbene tecnicamente ormai superate, le animazioni dei vari attacchi (summon in particolare) erano pensate davvero in grande; enormi passi avanti rispetto a quelle figurine 2D di Final Fantasy VI insomma.
Particolare invece la scelta di adottare entrambi gli stili nelle cutscene; lasciando stare la tecnica di sfruttare dei filmati in sostituzione dei fondali statici (permettendo quindi scenette dinamiche, dove a volte ci si potrà per esempio muovere), in alcune cutscene i personaggi vengono rappresentati in stile super-deformed, in altre invece hanno fattezze più umane; sinceramente non capisco il motivo di tale anomalia, in quanto si presuppone che perlomeno nei filmati prerenderizzati non ci debbano essere problemi a gestire una grafica più pompata. Comunque ho potuto quantomeno notare un elevato numero di questi FMV, cosa che non mi aspettavo.La morte di Aerith

Ora esaminiamo il sonoro. Nobuo Uematsu ha fatto davvero un ottimo lavoro, con una soundtrack che, sebbene abbia un fortissimo sapore di MIDI (traducibile in fascino dell’old-style, per quanto mi riguarda), si sposa perfettamente con la particolare ambientazione, acquisendo spesso e volentieri dei connotati industrial, pur senza abbandonare il classico stile altisonante tipico dei suoi componimenti. Sentendola durante il gioco, ho potuto confermare la mia opinione riguardo il boss theme, uno dei migliori mai prodotti nell’intera saga. Inoltre, sebbene avessi già avuto modo di ascoltare numerosi riarrangiamenti di Canyon of Falling Stars (il tema di Cosmo Canyon, ovviamente), devo dire che l’originale mi ha colpito davvero. Il famoso pezzo dedicato a Sephiroth, One-Winged Angel, sinceramente non l’ho mai ritenuto estremamente eccezionale, ma c’è da dire che affrontare il combattimento finale con in sottofondo dei cori in latino ha sicuramente il suo fascino, e contrasta notevolmente col resto; non mi sorprenderebbe se molti giocatori ne siano rimasti sorpresi, all’epoca. Non mancano ovviamente le classiche tracce smielonoiose, ma presumo che non esista un Final Fantasy privo di esse.
Gli effetti sonori non si discostano troppo da ciò che potrebbe produrre un SNES, ma anche qui per me è difficile parlarne come se fosse un difetto, sempre per via del fascino retrò.

 

Anche se da una parte ho sempre ritenuto Final Fantasy VII un po’ sopravvalutato, dall’altra comprendo appieno per qual motivo goda di tanta fama. Del resto, è stato il primo capitolo della saga ad essere importato in Europa, sebbene (che io sappia) senza traduzioni oltre l’inglese. Inoltre è stato, per molti versi, il primo Final Fantasy “moderno”, fatto di battaglie scenografiche, sfondi prerenderizzati ed elaborati filmati in computer grafica, tutti elementi ereditati dai seguiti; senza contare il distacco ormai totale dalle tipiche ambientazioni fantasy (sebbene il VI già fosse più in stile steampunk).
Insomma è stato il primo JRPG ad essere conosciuto e amato dal grande pubblico, e capisco che abbia un posto speciale nel cuore di tante persone; al punto di desiderare fortemente un remake.

E concluderei questo articolo parlando proprio del fantomatico remake.
Tanto si è speculato riguardo esso, a partire da quando la Square Enix, nel 2005, ricreò l’intro del gioco utilizzando la potenza grafica della PlayStation 3. Stranamente, questo scatenò in molti fan la convinzione che un remake fosse in lavorazione, sebbene in precedenza, quando venne ricreata la scena del ballo di Final Fantasy VIII per dimostrare la potenza dell’hardware PlayStation 2, non accadde lo stesso.
Considerato quanto è importante il titolo, e il successo che ha avuto (e ha tuttora, visto che le versioni PSN continuano a vendere), non è per nulla assurdo aspettarsi un remake.
Realizzarlo sarebbe tutt’altro che semplice, bisognerebbe ricreare in 3D tutte le varie ambientazioni e rifare da zero le cutscene; sarebbe un lavoraccio. Per quanto mi riguarda non è necessario utilizzare una telecamera completamente libera, ma basterebbe mantenere le stesse inquadrature originali, aggiungendo (forti di un ambiente completamente 3D,) qualche zoom e movimento di camera nei momenti opportuni. Troverei più che superfluo inoltre, un doppiaggio; mentre una colonna sonora rimasterizzata sarebbe il minimo, sono stati realizzati talmente tanti arrangiamenti (amatoriali e non), che gli spunti non mancherebbero di certo.
Sarebbe inoltre necessario un copione più fedele all’originale (che stando a quanto ho letto, non era stato tradotto benissimo), correzione di eventuali bug qui e lì, qualche limatura al bilanciamento, nuove sidequest, e quest principale espansa a dovere (senza però cadere in mere aggiunte banali e riempitive).
Insomma, non si possono limitare ad un remake come quello (seppur riuscitissimo) del IV, per DS, ma devono per forza di cose tirare fuori il meglio del meglio per non deludere i fan, e sfruttare la miglior console a disposizione; se lo facessero handheld sarebbe, per me, già un errore madornale.
Oltre a questo, c’è da dire che credo sia inevitabile che venga sfruttato il nuovo stile grafico che ha preso piede negli episodi secondari, visto che è con esso che venne creata la fantomatica demo; la cosa non mi garba troppo.
Personalmente, troverei più interessante se venisse realizzato un remake di tali proporzioni per il sesto episodio, ma di poco in fondo.
Credo che piuttosto che lanciarsi in scialbi, nuovi, pseudo Final Fantasy (leggasi: tutto ciò dopo il decimo), che con la saga hanno in comune solo il nome, la Square Enix farebbe bene a concentrarsi su nuove saghe, spin-off (come Dissidia), e remake di vecchi episodi. Fino a quando produrranno queste cose, avranno la mia totale attenzione.

 

Alla fine della fiera, Final Fantasy VII, sebbene sia superato ed imperfetto, rimane comunque un capolavoro, oltre che un grandissimo pezzo di storia, che ha settato nuovi standard per il genere. Se vi piacciono gli JRPG, non potete saltarlo.
Come lessi di recente sulla backloggery di un tizio, “Prima o poi, arriva un giorno in cui un uomo deve finire Final Fantasy VII una volta per tutte”.Cloud e Tifa si godono quella che potrebbe essere la loro ultima alba

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5 risposte a Final Fantasy VII nel 2011

  1. Waterwitch ha detto:

    La lacuna l’hai nascosta bene visto che ero convinta che li avessi completati tutti. In realta io ho visto giocare (manco provato) solo il x, m’ero piaciuto abbastanza, ma penso che per avere un’opinione più sensata dovreialmeno vederli tutti.

    • Dunther ha detto:

      No macché, ancora mi mancano 1-2-5-6-9 (quelli dopo il decimo non li considero nemmeno). Il X è carino, anche se l’ambientazione mi ha fatto un po’ cagare…comunque sia, vederli tutti non è proprio essenziale, sono molto diversi tra loro (persino il mondo in cui sono ambientati è un altro ogni volta), però almeno dal VI in poi sicuramente vale la pena dargli un’occasione 🙂

  2. Waterwitch ha detto:

    Magari prima o poi, è che sono giochi seri ed io invece ho bisogno di spasciarmi dalle risate come faccio per ora con Donkey Kong per la Wii

  3. PukkaNaraku ha detto:

    Complimentissimi Dunther, gran bell articolo indubbiamente e concordo anche con molto…ma ci sono alcuni punti che non mi sovvengono:
    -la caratterizzazione di Sephiroth non si limita ad un’errata valutazione delle cose, ma c’è molto altro dietro, come lo scoprire che non sei umano, ma creato in laboratoria, di non essere ciò che hai sempre creduto di essere…lì chiunque sano di mente e non impazzirebbe! Poi si aggiunge la sua autoconvinzione ad essere figlio di Genova, di appartenere ad una razza superiore ecc ecc…quello è il dopo, è una conseguenza e, seppur estrema, a parer mio ci sta tutta!
    -il gioco non è affatto “non particolarmente longevo” (60 ore ti sembrano poche? che standard hai?!? XD), lo standard è sulle 30-40 ore (per i portatili anche di meno), arrivare a superare le 60 non è cosa da pochi.
    -la difficoltà non è bassa, è standard per la Story-Line, per poi alzarsi di molto con i Boss segreti (ricordo ancora che non sono mai riuscito ad ammazzare alcune delle Weapon segrete finali, come quella sott’acqua)…magari hai livellato te troppo!
    -One-Winged Angel è semplicemente stupenda, senza ma, né se, né forse! XD

    Per il resto son più o meno d’accordo, a grandi linee questo è FFVII.
    Però, voglio dire una cosa prima di chiudere: quando ieri mi hai detto che avresti scritto un articolo particolare su FFVII pensavo fosse una sorta di riflessione sul gioco, sulle sue tematiche, non una sorta di Recensione Atipica (perché, anche se non ha i toni di una recensione, resta tale nei contenuti), diciamo che ci son rimasto un po’ così! 😀

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